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Quanto valgono tre telefonate ricevute dalla persona sbagliata? Dodici o sei anni, a seconda del grado di giudizio. Una strana accolita di personaggi coinvolti con la ‘ndrangheta e la peggiore politica viene intercettata mentre parla di te come se fossi un vero boss della malavita e ti ritrovi in un incubo che inizia con 200 giorni di carcere preventivo e continua per anni di processi in aula e sulle pagine dei giornali, accusato di far parte della ‘ndrangheta, condannato in primo e secondo grado solo per aver detto di no a un tuo conoscente a quel mondo legato. Se ti chiami Ambrogio Crespi, riesci a fartene una ragione e non molli. Continui a lavorare, a lottare con i radicali per grandi cause civili, a fare documentari contro le mafie, a confidare in una giustizia che sia giusta anche per te, almeno in Cassazione. Cerchi di non farti domande su quel che è stato e insisti ad avere fiducia nel sistema che difendi con il tuo lavoro e con la tua testimonianza, sicuro della tua innocenza. Le domande se le è poste invece Marco Del Freo. Scettico come tutti i giornalisti, proprio perché amico dei fratelli Crespi, Del Freo si è chiesto come fosse possibile che Ambrogio fosse uno ‘ndranghetista. Dopo aver letto centinaia di pagine di sentenza e di atti processuali, Del Freo continua a chiedersi come sia stato possibile condannare Ambrogio Crespi con quel che è stato appurato in dibattimento.Rimane la domanda: a quanti altri italiani è capitato (e potrebbe capitare) quel che è capitato ad Ambrogio Crespi?

Il caso Crespi di Marco del Freo

€ 15,00Prezzo